Bio

Biografia

 

Versione breve.

The Explainer

Nome:  Pierdomenico Memeo. Classe: 1978. Professione: divulgatore scientifico. Formazione: dottorato di ricerca in astrofisica. Attività: comunicazione della scienza, didattica non formale, e innovazione nei sistemi educativi. In parole semplici: spiego la scienza come avrei voluto che fosse stata spiegata a me, ossia una cosa fighissima ed appassionante. Perché è quello che è.

Mi occupo di realizzazione e conduzione di laboratori didattici in diversi ambiti scientifici, dalla fisica alla matematica, oltre ovviamente all’astronomia. Ho esperienza come conduttore di planetario, e ho svolto attività di divulgazione della scienza in moltissimi eventi culturali. Ho partecipato a conferenze e dibattiti sulla scienza e le sue applicazioni, e ho collaborato alla realizzazione di mostre e percorsi di arte+scienza.

 

Versione lunga.

Chiosando il monologo iniziale di Law&Order: “Tra i lavoratori della conoscenza, la scienza è rappresentata da due gruppi distinti eppure di uguale importanza: i ricercatori, che indagano sull’ignoto, e i divulgatori, che comunicano le scoperte. Questa è la storia di uno di essi.”

Mi chiamo Pierdomenico (tuttattaccato). E già il nome la dice lunga sulla mia infanzia.

Piemontese trapiantato a Bologna. Sono nato a Torino, ma con la mia famiglia mi sono trasferito nella bassa bolognese quando avevo 13 anni. L’Emilia mi è entrata nel cuore, ma il Piemonte resterà sempre una parte della mia anima.

Ho conseguito la laurea in astronomia all’Università di Bologna con una tesi sugli algoritmi di ricerca degli ammassi di galassie, e il dottorato di ricerca in astrofisica presso l’Università dell’Insubria (Como) con una dissertazione sull’evoluzione della struttura a grande scala dell’universo. Ho svolto la mia attività di ricerca presso diverse strutture scientifiche, come l’Osservatorio Astronomico di Bologna e l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano, e ho collaborato con strutture internazionali come il Laboratoire d’Astrophysique de Marseille, il Max-Planck-Institut für Astrophysik, e l’ESO (European Southern Observatory) a Monaco di Baviera. Ho partecipato a numerosi convegni presentando il risultato delle mie ricerche, e ho contribuito al lavoro di numerosi articoli su riviste scientifiche specializzate.

E poi mi è successa una cosa. Una cosa grande. Una cosa bella. Una cosa importante: la divulgazione scientifica.

Ho amato profondamente l’attività di ricerca, e non rimpiango affatto le giornate (e le nottate!) passati davanti ad un computer a fare correlazioni statistiche tra gli ammassi di galassie, o a calcolare la distribuzione dei filamenti di materia oscura che attraversano lo spazio nella sconfinata ragnatela del cosmo. Con gli strumenti della conoscenza, stavo guardando cose che nessuno aveva mai visto prima, andando dove nessumo era mai giunto prima (tanto per citare qualcosa a me piuttosto familiare). In qualche modo, stavo dando il mio piccolissimo contributo alla scienza e, in maniera impercettibile ma inequivocabilente reale, stavo spingendo un poco più in là il limite ultimo della conoscenza umana dell’universo. A pensarci, è una cosa fighissima. Davvero.

Ma più andavo avanti, più mi rendevo conto che avrei potuto fare di più e fare meglio non limitandomi alla ricerca, ma comunicando, insegnando, trasmettendo quello che sapevo e che avevo acquisito. Un po’ per caso, un po’ per curiosità, mi sono affacciato al mondo della divulgazione scientifica, ed è stata una rivelazione: sarei potuto diventare un discreto ricercatore; non mi mancava la pazienza, la dedizione, l’attitudine alla ricerca. Ma sarei potuto essere un fantastico divulgatore. Non perché abbia talenti particolari o poteri speciali: semplicemente, sono mosso da una curiosità feroce e instancabile, che non ammette requie o riposo, e ogni volta che mi affaccio su qualcosa di nuovo, non posso fare a meno di raccontarlo a qualcuno. Come amo dire, non ho ancora incontrato qualcosa che non valga la pena scoprire, imparare, e condividere.

Ho frequentato corsi di didattica e comunicazione della scienza, ho letto tutto quello che c’era da leggere sull’argomento, e mi sono fatto le ossa come divulgatore scientifico negli ambiti più diversi: dalla scuola elementare fino al livello universitario; confrontandomi con i professionisti del settore, ed esponendomi al grande pubblico.

Nasce così The Explainer, che è un po’ il mio passeggero oscuro, una doppia personalità che si impadronisce di me e fa sì che d’un tratto, senza preavviso alcuno, mi trovi a spiegare ad amici, conoscenti, e semplici passanti tanto i misteri più reconditi dell’universo, quanto le abitudini riproduttive dei limuli del nord Atlantico. (Che, detto tra parentesi, sono decisamente interessanti!)

Il mio impegno più recente è come Presidente e socio fondatore di Cooperativa Ossigeno, un gruppo di divulgatori ed educatori scientifici che operano nell’area di Bologna (e non solo) offrendo servizi di divulgazione della scienza e diffusione della cultura, e attività educative e percorsi di apprendimento specifici per ogni età dello sviluppo.

Le mie principali collaborazioni sono state con la Fondazione Golinelli, una fondazione privata che ci occupa di promozione della cultura scientifica per la quale ho ricoperto il ruolo di tutor di laboratorio per la Scienza in Piazza, la kermesse di arte e scienza nel centro di Bologna, e di referente di area per le scienze matematiche e fisiche per START Laboratorio di culture creative, poi Scuola delle idee. Ho collaborato con l’Associazione SOFOS per la divulgazione delle scienze, e lavoro come planetarista senior presso il Planetario.it. Sono membro di Minerva Associazione di divulgazione scientifica e collaboro con BUTAC Bufale un tanto al chilo, che si occupa di lotta alla disinformazione on-line. Ho lavorato inoltre come consulente scientifico per le mostre di arte+scienza e ho lavorato con istituzioni per la promozione culturale come il MAMBo, Museo d’Arte Moderna di Bologna e la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

Svolgo la mia attività indifferentemente sia in italiano che in inglese (anche se nel secondo caso non garantisco sull’accento…). Sono un fan e un lettore accanito di fantascienza e del fantastico, e pratico arti marziali da circa quindici anni. Sono papà di uno splendido bimbo di quattro anni.

Vi avevo avvertito che era la versione lunga. Non potete lamentarvi.

 

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